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#InConcreto – Alessandro Braga

Credo che il talento sia fare una cosa con più disinvoltura di altri.

 

Alessandro Braga

Da Den Haag ad Arezzo

A cura di Lorena Pedulli ed Elena Scortecci

Alessandro è nato a Varese il 30 dicembre 1986.
Partito insieme ai suoi genitori per l’Olanda a soli sei mesi, frequenta scuole elementari inglesi e olandesi e a otto anni torna in Italia per stare con la nonna e la zia.

Per imparare l’italiano, soprattutto il corsivo, ha dovuto rimboccarsi le maniche anche se si trattava della sua lingua materna.

Di questo periodo dell’infanzia ricorda con nostalgia l’ordinata e creativa Den Haag e la gesticolante e caotica Roma. Crescendo tra queste due realtà, Alessandro apprende sia che si può fare tutto nel rispetto delle regole e senza alzare la voce, sia che stare con altri bambini, significa anche vivere fino in fondo le scaramucce – dove gli adulti intervengono di rado ed al bisogno.

di questo periodo dell’infanzia ricorda con nostalgia l’ordinata e creativa Den Haag e la gesticolante e caotica Roma.

Da ottimo osservatore, ricorda bene un’insegnante delle medie, di cui racconta così: “Dall’ottica di una persona che non ha mai visto una cosa del genere, questa scena sarebbe un quadro grottesco: l’insegnante di arte che fumava sull’uscio di un’aula piena di bambini, perché non poteva lasciarci incustoditi né fumare in classe. E allora stando sulla porta faceva le due cose: controllare e fumare”.

Fin da piccolo, Alessandro impara la diversità e l’uguaglianza, ed è affascinato da entrambe. L’idea che si possa essere uguali ma diversi con mille sfaccettature per lui era ed è straordinaria. “Diversità” è infatti la parola che più ha incontrato nella sua vita. Da italiano finito in Olanda ci racconta:
“Là non passi inosservato. Gli unici amici che ho avuto per tutti gli anni che sono stato in Olanda erano un africano e un giapponese: sembravamo una barzelletta! Avevamo dei compagni inglesi un po’ razzistelli che prendevano in giro mia sorella perché era italiana.

Fin da piccolo, Alessandro impara la diversità e l’uguaglianza, ed è affascinato da entrambe.

Mi piaceva che ognuno di noi fosse diverso. Mi piaceva notare la diversità. A scuola eravamo vestiti tutti con la stessa divisa, quindi uguaglianza e diversità erano all’ordine del giorno.

Quando sono venuto in Italia era come se fossi uno straniero, con difficoltà a parlare e abitudini diverse. Ero diverso dagli altri bambini”.

Oggi fa il cercatore di lavoro e lo cerca dovunque, dandosi da fare tra il pratico, gli stage e lavori saltuari

Nonostante tutte le difficoltà di ambientamento e riambientamento, termina le medie e si iscrive alle superiori, alla scuola di cinema “Rossellini”, specializzandosi in videografica. Una scuola divertente perché si impara vivendo, dove conosce i film di Woody Allen e gli insegnanti e operatori di ripresa sono un po’ pazzerelloni.

Oggi fa il cercatore di lavoro e lo cerca dovunque, dandosi da fare tra il pratico, gli stage e lavori saltuari:

Quello che mi fa mantenere la passione per la videografica è Segni Concreti. Ad Arezzo, ora come ora, facciamo video, montaggio, effetti visivi. Siamo un gruppo che lavora, che cerca di farsi conoscere con le proprie idee e creatività. Siamo una squadra che fa attività sociale e ognuno di noi fa qualcosa: c’è chi disegna, chi scrive, chi impagina, chi gestisce il sito, chi pensa alla musica, alla registrazione, al montaggio, alle riprese… Ognuno di noi in questo gruppo porta le sue capacità. Ovviamente sono in movimento, faccio tutto quello che mi si propone. Non mi blocco, per me è un modo per rimanere attivo, perché spesso mi accorgo che quando resto fermo mi stranisco un po’. Invece se sono continuamente attivo, mi sento soddisfatto perché è un modo migliore di spendere energie.

Noi vogliamo fare. Ci spinge la voglia di lavorare in gruppo, ci fa sentire bene quello che facciamo

Noi vogliamo fare. Ci spinge la voglia di lavorare in gruppo, ci fa sentire bene quello che facciamo. Io credo che il talento sia fare una cosa con più disinvoltura di altri, essere più facilitato ma anche portato. È come in una scala di colori: sei attirato da un colore specifico. Quindi ognuno di noi è talentuoso in una o in tante cose. Talento è quando senti un feeling tra te e quella cosa e quello che realizzi è il migliore tra gli altri.

La continua ricerca, gli aggiornamenti di alcuni programmi di video maker, ti aiutano a conoscere meglio quello che stai utilizzando, quindi non ti allarmi quando una macchina si ferma. Ho visto persone allarmarsi per la macchina che non funziona, ma è stata creata dall’uomo e dunque può essere sistemata!

Mi lascia spiazzato che oggi ci si allarmi per le cose ordinarie.

 

 

 

Dicono di lui

B. Compagno di vita, la mia fibra ottica, la mia dolce metà delle bollette.
Sognatore surrealista, cineasta per passione, ottimo tagliatore e farcitore di piadine.
Senza di lui sarei incompleta e senza Wi-Fi. 

L. Aviatore zen, preciso e dinamico come un compasso, lavorare e stare insieme è uno spasso.

Lu. Uomo di mondo, creatore di realtà artificiali, amico di bevute. Tra uno stallo alla messicana e un piatto di spaghetti Western, ci regala lunghe riflessioni sul cinema e la vita.

E. Lavora dietro le quinte ma è sempre presente.

D.  Forte, duttile, trasparente, amico di bevute, di forchetta e di nottate di lavoro.

 

 

ALESSANDRO BRAGA – #InConcreto – www.segniconcreti.org

 

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