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Suonare strade, cantare ponti – #RadioConcreta

di Matteo Croce

Mi piace sempre ricordare un breve periodo di qualche anno fa, quando andavo al Centro Diurno Falciai di Arezzo a strimpellare qualche canzone italiana con la mia fedele chitarra. Per chi non lo sapesse, il Centro è pensato per riempire di variegate attività di gruppo le mattine e i pomeriggi di persone un po’ particolari. Evitando inutili buonismi, persone con ritardi mentali più o meno seri. Uomini e donne che, vi posso assicurare, hanno cuori grossi a compensare quei piccoli frammenti che mancano nella testa.

Vedo ancora con limpida chiarezza i volti di ognuno di loro nel momento in cui si illuminavano di fronte alle calde e familiari note e parole di De Gregori, Battisti, Bennato, Celentano e i tanti altri padri di quello sconfinato tesoro che è la musica italiana. Ricordo il timore che avevo di sbagliare quei pezzi, di spezzare la magia e i sentimenti di quelle ore; ricordo il fascino e la felicità nel vedere molti dei presenti partecipare alla musica, ognuno in base alle proprie possibilità, certo, ma con un trasporto e un coinvolgimento che avevo visto raramente in altre occasioni; ricordo anche il turbamento dato dalla fugace impressione di essere solo un veicolo, uno strumento di qualcosa di molto più grande dei miei 18 anni.

Mi stavo rendendo conto dell’enorme potere della musica. Della sua capacità di creare ponti, di mettere in contatto vite diverse, di ispirare accordo e unione. Tra tutti, dovunque, sempre. Un linguaggio universale. Unico in quanto libero e misterioso vento sfuggente alle reti della logica. Perché la musica la puoi forse spiegare come un rigido sistema matematico, ma non basta. La capisci davvero solo ascoltandola, quando lasci che ti ammali e in qualche modo accetti di non poterla comprendere. Così, col tuo tacito permesso, arriva a toccare i tuoi punti più profondi, a smuovere le tue sensazioni più inaspettate. E può capitare, in un magico momento, che tu ti renda conto che non sei poi così diverso dagli altri come ti piace pensare, che quello che stai provando lo stanno provando altre persone intorno a te, l’ha provato l’autore mentre scriveva quelle note, l’hanno provato i popoli mentre creavano le proprie melodie. E’ in quel momento che capisci che c’è davvero qualcosa di intimo che condividiamo tutti, non importa l’angolo di mondo che ci è toccato in sorte.

Pace e musica hanno bisogno l’una dell’altra. O forse non del tutto: forse ci può essere musica senza pace, e viceversa, ma via, sarebbero una pace e una musica piuttosto tristi, per niente orgogliose di sé stesse. La mia speranza è di vedere prima o poi un mondo consapevole del potere dei propri canti e dei propri suoni. Un mondo che si unisca sotto il manto della sua musica.

Un grazie a Segni Concreti.

Un grazie a tutti quelli che combattono perché il rispetto, la libertà e l’arte arrivino lontano, dovunque.

Matteo

 
 

Domenica 09 settembre

Allo spegnersi di questa settimana vi saluto e prendo ufficialmente congedo da questo breve mandato di dj di #RadioConcreta con una delle canzoni più significative e ispiratrici della mia vita: “Venderò”, del grande Edoardo Bennato.

E’ stato un piacere condividere musiche variopinte su questa pagina, anche se per poco. Vi auguro con tutto me stesso che la musica, di qualsiasi forma e colore sia, possa soffiare sempre nelle vele della vostra vita. Con la certezza che, come dice Edoardo, nessuno avrà mai il diritto di stabilire un prezzo alla nostra libertà.

#venderò #edoardo #bennato #cantautore #italia #SegniConcreti #BuonaNotte #GoodNight #BuenasNoches

– Crux
 
 

 
 

Sabato 08 settembre

Una canzone leggera e solare per iniziare al meglio questo sabato!!☀️

#RadioConcreta #letsgethigh #edwardsharpeandthemagneticzeros #SegniConcreti #buongiorno #goodmorning #buenosdias

-Crux
 
 

 
 

Venerdì 07 settembre

 Pur avendo tra le mani una formazione estremamente semplice e nonostante le doti canore di Gordon Gano non fossero esattamente eccelse, i Violent Femmes hanno segnato un’epoca. Con la sua miscela esplosiva di folk, country, attitudine punk e irresistibile follia, la band americana è diventata presto un punto di riferimento per diversi artisti in tutto il mondo (tra i quali i nostri Zen Circus).

Oltre all’ascolto di questa divertente love song, raccomando caldamente di dedicare un’oretta all’intero disco. Un’esperienza difficile da dimenticare!

#RadioConcreta #ViolentFemmes #please #do #not #go #SegniConcreti #Buonasera #GoodEvening #BuenasTardes

– Crux
 
 

 
 

Giovedì 06 settembre

Il grande Caparezza ha spesso attaccato qualsiasi tipo di pensiero discriminatorio. Mi sembrava scontato proporre “Vengo dalla Luna” a questo proposito, ormai divenuto un classico della discografia dell’artista pugliese.

Nello stesso album della suddetta hit (Verità Supposte) è celato quest’altro gioiellino, nel quale il Nostro dichiara la propria “non-appartenenza” a qualsiasi categoria, che sia di razza, classe, partito, gruppo sociale o che dir si voglia. E anzi, l’esplicito intento è quello di dissacrare, “schizzare fango” su tali categorie. Un pezzo forse più difficile di “Vengo dalla Luna”, ma non per questo meno potente, meno disarmante.

“Nessuna razza
Io non sostengo nessuna razza vostra altezza
Zero sassi contro i lapidati nella piazza
Sul labbro soltanto un po’ d’amarezza
Per chi mi ha giudicato con asprezza
Nessuna razza
Ma un posto a sedere in una carrozza che schizza
Fango nei sentieri di un bosco che terrorizza
Chi è fuori dal branco conosce con certezza
Ogni insicurezza”

#RadioConcreta #Caparezza #Nessuna #Razza #live #rap #SegniConcreti #GoodMorning #buongiorno #BuenosDias

– Crux
 
 

 
 

Mercoledì 05 settembre

Un momento un po’ più serio, uno spunto di riflessione.

New York, 4 Febbraio del 1999. Amadou Diallo, giovane immigrato liberiano, sta tornando a casa, quando un gruppo di quattro poliziotti in borghese lo aggredisce intimandogli di alzare le mani. Basta poco, un portafoglio estratto dalla tasca scambiato per una pistola, il colore della pelle “sbagliato” e una società intimamente macchiata dai residui della segregazione razziale, e i poliziotti scaricano su Amadou una brutale raffica di 41 colpi.

Una volta in tribunale, i quattro dichiarano di avere scambiato il giovane per un noto stupratore del quartiere, dalla fisionomia molto simile. La versione, dopo numerosi processi, convince i giudici, che assolvono gli imputati dall’accusa di omicidio di secondo grado.

Poco importa se la famiglia di Diallo ottiene poi un cospicuo risarcimento dalla NYPD. Il fatto desta numerose controversie. Fino a che, a risarcire di giustizia la storia di un ventitreenne disarmato trivellato di proiettili fuori dalla soglia di casa, non si alza una voce, una voce roca e potente, che tutti conoscono bene:

“Is it a gun, is it a knife
Is it a wallet, this is your life
It ain’t no secret
No secret my friend
You can get killed just for living in your American skin”

41 shots. Quarantun colpi. Bruce Springsteen.

#RadioConcreta #Bruce #Springsteen #41 #shots #EStreetBand #live #SegniConcreti #Amadou #Diallo

-Crux

 
 

 
 
Quando il fascino dei viaggi per mare dei vichinghi incontra la potenza dell’Hard Rock di un certo gruppo britannico, il risultato è devastante.

“We come from the land of the ice and snow
From the midnight sun where the hot springs blow”

#RadioConcreta #LedZeppelin #Immigrant #Song #Live #rock #rocknroll #SegniConcreti #GoodMorning #BuonGiorno #BuenosDias

-Crux
 
 
 


 
 

Martedì 04 settembre

“OMMA UE”
I Rusted Root ci regalano uno di quei pezzi in grado di trasmettere carica e allegria in ogni momento, anche in quelli un po’ più negativi.

A qualcuno di voi verranno in mente strani bradipi, mammut ed ere glaciali: state tranquilli, è più che normale!

“Well pick me up with Golden hand
I may see you, I may tell you to run”

#RadioConcreta #RustedRoot #send #me #on #my #way #SegniConcreti #Buongiorno #Buenosdias #GoodMorning

– Crux
 
 

 
 

Lunedì 03 settembre

Buon pomeriggio amici! Niente di meglio che iniziare la settimana ispirati dalla poesia del grande Faber! Ho deciso di aprire questo mio “ciclo” con un canto di migrazioni, pace, dolore e speranza.

Un canto dedicato ad una delle etnie più stigmatizzate della storia: i rom, di cui i Khorakhané (originari del Kosovo) rappresentano una delle infinite sfaccettature. Un popolo da sempre dedito al viaggio, che “a forza di essere vento” si è arricchito dei colori delle più svariate culture, pur riuscendo a mantenere forti le proprie tradizioni e la propria lingua.

Un chiaro esempio di come il dialogo, di più, la “mescolanza” interculturale sia da sempre stato un fenomeno più che naturale, direi necessario, in seno alla storia dell’uomo.

Ho deciso di non riportare le parole di De André, ben comprensibili a tutti, bensì la traduzione della poesia che chiude la canzone, un componimento del poeta rom Giorgio Bezzecchi.

“Poserò la testa sulla tua spalla
e farò
un sogno di mare
e domani un fuoco di legna
perché l’aria azzurra
diventi casa
chi sarà a raccontare
chi sarà
sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò
questa corrente di ali.”

A voi, Fabrizio De André. A ricordarci che è il vento a diffondere la ricchezza del mondo, non certo la pietra.

#RadioConcreta #Fabrizio #DeAndre #Khorakhane #SegniConcreti
– Crux
 
 

 
 
 

MATTEO CROCE – #RadioConcreta – www.segniconcreti.org

 
 

 
 

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