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RispetTiAmo

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  • Che cos’è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e quando si celebra?

    La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, si celebra ogni 25 novembre ed è stata istituita dall’Onu nel 1999 in ricordo delle tre sorelle Mirabar, donne rivoluzionarie che si opposero alla dittatura di Rafael Trujillo in Repubblica Domenicana. Le tre donne catturate nel novembre 1960 dagli da agenti del Servizio di informazione militare, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.

    La Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne, adottata senza voto da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 dicembre del 1993, sostiene che la violenza contro le donne sia “uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini”.

    In Italia solo dal 2005 alcuni centri antiviolenza e Case delle donne hanno iniziato a celebrare questa giornata.

  • Perché un femminicidio è diverso da un omicidio?

    Secondo l’antropologa messicana Marcela Lagarde, grazie alla quale il termine femminicidio è stato iniziato su scala mondiale, quando un uomo uccide una donna con cui ha una relazione affettiva, non si tratta di un semplice fatto privato e la responsabilità non è solo dell’omicida, responsabile è anche la società che non è stata in grado di rimuovere quegli schemi patriarcali che considerano “naturale” la sopraffazione della donna da parte dell’uomo.

    La violenza di genere che ha per oggetto le donne, mette in luce un rapporto tra uomini e donne storicamente diseguali che ha condotto gli uomini a prevaricare e discriminare le donne. La violenza viene perpetrata contro la donna in quanto “donna”.

    In Italia i femminicidi sono in calo dal 2000: nel 2015 ce ne sono stati 128, contro i 136 del 2014, e i 179 del 2013.

     

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  • Quali sono i dati ufficiali della violenza contro le donne in Italia e nel mondo?

    In Italia
    L’ISTAT stima che, in Italia, siano state 6 milioni 788 mila le donne che hanno subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% (quasi 1 su 3) delle donne tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% ha subito violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Sono 652 mila le donne che hanno subito stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri.

    I partner attuali o ex commettono le violenze più gravi. Il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente. Gli autori di molestie sessuali sono invece degli sconosciuti nella maggior parte dei casi (76,8%).

    Le donne separate o divorziate hanno subito violenze fisiche o sessuali in misura maggiore rispetto alle altre (51,4% contro 31,5%). Critica anche la situazione delle donne con problemi di salute o disabilità: ha subito violenze fisiche o sessuali il 36% di chi è in cattive condizioni di salute e il 36,6% di chi ha limitazioni gravi.

    Negli ultimi 5 anni le violenze fisiche o sessuali sono passate dal 13,3% all’11,3%, rispetto ai 5 anni precedenti il 2006. Ciò è frutto di una maggiore informazione, del lavoro sul campo, ma soprattutto di una migliore capacità delle donne di prevenire e combattere il fenomeno e di un clima sociale di maggiore condanna della violenza.

    Alla maggior informazione si aggiunge anche una maggiore consapevolezza nelle donne sul fatto che la violenza subita sia un reato, questo è provato dall’aumento delle denunce presso le forze dell’ordine e dalla ricerca di aiuto presso strutture antiviolenza.

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    Nel mondo
    Il 35% delle donne ha subito una violenza fisica o sessuale, dal proprio partner o da un’altra persona.

    Le donne straniere hanno subito violenza fisica o sessuale in misura simile alle italiane nel corso della vita, quelle che subiscono più violenze sono quelle moldave, rumene ed ucraine.

     

  • C’è più consapevolezza

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  • Quali sono gli aspetti ancora molto preoccupanti?

    Non accennano a diminuire gli stupri e i tentati stupri (1,2% sia per il 2006 sia per il 2014). Le violenze sono più gravi: aumentano quelle che hanno causato ferite (dal 26,3% al 40,2% da partner) e il numero di donne che hanno temuto per la propria vita (dal 18,8% del 2006 al 34,5% del 2014). Anche le violenze da parte dei non partner sono più gravi. 3 milioni 466 mila donne hanno subìto stalking nel corso della vita, il 16,1% delle donne. Di queste, 1 milione 524 mila l’ha subìto dall’ex partner, 2 milioni 229 mila da persone diverse dall’ex partner.

  • Cosa sono i Centri Antiviolenza ?

     

    cavI Centri Antiviolenza sono strutture nelle quali le donne che hanno denunciato violenze, grazie all’aiuto di specialisti, possono trovare protezione e riconquistare l’autostima, trovare un lavoro, diventare o ridiventare autonome. Gli specialisti in questione sono avvocati, esperti di violenza di genere e psicologi, quest’ultimi assistono sia le donne abusate che i loro figli.

    In Italia sono 188, la regione che ne ha di più è la Lombardia (21), seguita da Piemonte e Toscana (20).

    Si stima che queste strutture assistano circa 16 mila donne l’anno, ma molti Centri Antiviolenza sono a rischio chiusura per la riduzione notevole dei fondi stanziati dal governo e per finanziamenti passati mai arrivati.

  • I centri antiviolenza in Toscana – Arezzo

     I centri antiviolenza in Toscana >>>

     

    Ad Arezzo esiste il centro antiviolenza Pronto Donna onlus, associazione composta nel 1989, per:

    • Combattere ogni forma di violenza sulle donne e diventare per loro punto di riferimento e sostegno;
    • Promuovere interventi di aiuto e sostegno a favore delle donne maltrattate e/o vittime di violenza;
    • Promuovere interventi e azioni di sensibilizzazione e informazione in tutto il territorio provinciale;
    • Offrire accoglienza e riparo a donne esposte a violenza.

    Piazza Santa Maria in Gradi 4, 52100 Arezzo;
    Tel. +39 0575 355053
    E-mail: info@prontodonna.it

    Per essere informati sulle attività di Pronto Donna e per sostenere l’associazione vi invitiamo a visitare il loro sito web www.prontodonna.it

  • Cos’è il CAM?

     

    camIl Cam è il primo centro di ascolto uomini maltrattanti fondato a Firenze da Alessandra Pauncz nel 2009.

    Questo centro accoglie non solo gli uomini, autori di violenze, “costretti a farsi curare” da una sentenza di un organismo giudiziario ma anche uomini che si rivolgono spontaneamente in quanto possibili uomini abusanti.

    Tra il 2009 e il 2013 sono stati circa 200 gli uomini che si sono rivolti al centro e molti di loro hanno poi deciso di intraprendere un percorso di cambiamento.

    Il CAM ha aperto nel 2012 una seconda sede a Ferrara.

    Ci sembra utile riportare quali sono le domande che vengono fatte dal CAM agli uomini che vi si rivolgono al primo incontro:

    Ora o in passato hai mai:

    • Insultato e/o criticato la tua partner?
    • Strillato, gridato o inveito contro la tua partner?
    • Fatto sentire la tua partner stupida o ottusa dopo che ha espresso il suo pensiero o parere?
    • Cercato di impedire alla tua partner di fare qualcosa che voleva fare? (uscire con gli amici, indossare un vestito, avere un lavoro o studiare)
    • Assunto il comando delle risorse economiche, forse controllando strettamente le spese familiari o non permettendo alla partner di usare denaro per il suo uso personale?
    • Schiaffeggiato, colpito, spinto la tua partner o minacciato di farlo?
    • Lanciato qualcosa in presenza della tua partner, magari una sedia, un bicchiere o delle stoviglie?
    • Accusato la tua partner di dare troppe attenzioni agli altri?
    • Fatto pressione sulla tua partner o su un’altra donna per avere rapporti sessuali quando lei non voleva?
    • Seguito o osservato la tua partner a sua insaputa?
    • Controllato i movimenti della tua partner (telefonando costantemente o mandando messaggi di continuo o in ore strane)?
    • Fatto soffrire i tuoi figli, insultandoli o trattandoli male?
    • Spaventato la tua partner o i tuoi figli?

    Tutte le coppie hanno dei conflitti e si trovano in disaccordo in alcuni momenti, ma le azioni descritte sopra non sono segni di un sano disaccordo. Sono piuttosto atti di violenza e di controllo. Se hai adottato uno di questi comportamenti contro la tua partner attuale o una ex, o contro i suoi bambini, o hai paura che ti potrebbe succedere con la tua futura partner, ti esortiamo vivamente a chiamare un centro di ascolto per uomini maltrattanti.

  • Cosa puoi fare tu?

     

    Ascolta,

    vai o suggerisci di andare al centro antiviolenza più vicino.

    Non rimanere indifferente,
    non voltarti dall’altra parte,
    non diventiamo complici.

 

Approfondimenti

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La campagna Rispettiamo. Dillo con un gesto.

Storie di donne e uomini e che scelgono amore e rispetto.

Contro la violenza sulle donne, nulla è più disarmante di un gesto d’amore.

La video-campagna di Segni Concreti si alimenta della tua voce, espressione libera e semplice di valori universali da condividere con gli altri.

Oltre il 25 novembre, contro ogni forma di violenza di genere, contribuisci anche tu al flusso di pensieri già raccolti: rispondi a 4 semplici domande, registrando la tua video-intervista o contattandoci per intervistarti. 

Perché una società più giusta si nutre della parte migliore di chi la abita, anche la tua. 

In tanti hanno già espresso il proprio RISPETTIAMO in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Rivedi le loro interviste:

 

Video della campagna


 

Locandina della presentazione della campagna – Arezzo 25 novembre  2016 >>>

Foto dell’angolo foto concreta – Arezzo 25 novembre 2016 >>>

Invia il tuoi video a segniconcreti@gmail.com o condivide tramite i canali social, mettendo l’etichetta (tag) @segni concreti.

Ecco le domande per fare il video, 4 domande più un gesto.

  1. Chi sei?
  2. Cosa fai?
  3. Cos’è l’amore per te?
  4. Cosa significa per te rispetto?
  5. L’amore in un gesto?

 

Video promo della campagna