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Cuore, parole e lotta – #RadioConcreta

di Claudia Maffei

In questa settimana così importante, Radio Concreta mi ha permesso di parlare di me, di voi, di noi e di loro.

L’ho fatto con il cuore, perché tutti ne abbiamo uno che non solo ci tiene in vita, ma che batte più forte quando ci innamoriamo, quando abbiamo paura, quando corriamo, quando ci emozioniamo. E’ un cuore del quale ognuno di noi dovrebbe prendersi cura, un cuore che dovrebbe ospitare le persone che lo amano, un cuore che ci dà il coraggio di allontanarci da tutto ciò che ci fa male.

L’ho fatto con le parole, in un momento in cui sto scoprendo che oltre al significante, al significato, una parola “detta” ha a che fare anche con la voce. Io sto conoscendo la mia attraverso il canto, ma anche attraverso le esperienze che vivo quotidianamente. Voglio avere voce in capitolo, voglio far sentire la mia voce, voglio regalare parole d’amore come ho fatto ieri al flash mob, voglio sentirmi dire parole belle, voglio ascoltare tutte le parole delle canzoni, voglio cantarle e voglio cantarvi. Voglio invitarvi a parlare, a cullare ma anche a denunciare. Le vostre parole sono importanti.

L’ho fatto e basta, perché la lotta passa anche attraverso uno strumento come una Radio virtuale, passa attraverso uno sguardo, passa attraverso la collaborazione, passa attraverso la fratellanza, passa attraverso ognuno di noi. Lotto, perché non bisogna mai smettere di lottare per i propri diritti. E lotto insieme a voi, perché “se toccano una, toccano tutte”.

Combattere la violenza sulle donne richiede tutto il nostro cuore, tutte le nostre parole e tutta la nostra lotta.

Claudia

 

Domenica 26 novembre

Non resisto… vi devo lasciare un’ultima canzone.
Chiudete gli occhi. Io questa canzone la dedico a me stessa e al mio compagno, che è un UOMO FANTASTICO. Presente, rispettoso, comprensivo. Un uomo che ama. Grazie Davide, insieme cerchiamo di migliorarci ogni giorno.

Eccoci arrivati a metà pomeriggio. Ieri è stata una giornata ricca di eventi, di sensibilizzazione e di sensibilità. Mentre facevamo il flash mob ,in giro per Arezzo, un signore e una signora si sono uniti a noi. Erano marito e moglie, nonché nonni di 3 nipotini. Ho pensato che era una benedizione averli lì con noi, perché sicuramente avranno educato e educheranno almeno 2 generazioni al rispetto e all’amore.Concludo con lo stesso pezzo con cui ho iniziato perché questa canzone ha cambiato una parte della mia storia personale. E’ sempre bellissimo condividere insieme cuore, parole e lotta.

GRAZIE!

Sabato 25 novembre

#Levantecanta – e io con lei. (Reminder: Tra 2 ore Flash Mob in Piazza San Francesco ad Arezzo)

Che non mi sono genuflessa
Che non mi sono genuflessa
Che, che da te risorgo anch’io
Che da te risorgo anch’io
Che da te risorgo anch’io
Che da te risorgo

“La canzone che racconta il microcosmo di una donna che ha subito maltrattamenti, sia fisici che psicologici. Il significato si allarga a tutta la società. Nelle immagini abbiamo provato ad affrontare i cliché, quelle situazioni in cui una donna si sente chiedere come fai a conciliare la vita lavorativa con quella materna?, oppure quando attorno ai 25-30 anni iniziano a domandarti “a quando il primo figlio?. La protagonista ha pagato con la violenza il fatto di essersi ribellata, ha attraversato l’inferno ma alla fine risorge”.

Ci vediamo al Flash Mob alle 15:30 in Piazza San Francesco ad Arezzo e poi… proseguiamo! Guarda l’evento >>> goo.gl/5iyHMa
#25Novembre #25N #Rispettiamo #UnaParolaPerDefinireDonna #SegniConcreti #Buongiorno #BuenosDias #GoodMorning

Di sabato mattina ci si scatena! Le scarpe rosse sono ormai diventate il simbolo per dire NO alla violenza sulle donne. Io lo voglio dire così forte questo NO che un paio di scarpe non mi bastano, passo direttamente agli stivali!

Ci vediamo al Flash Mob alle 15:30 in Piazza San Francesco ad Arezzo e poi… proseguiamo! Guarda l’evento >>> goo.gl/5iyHMa
#25Novembre #25N #Rispettiamo #UnaParolaPerDefinireDonna #SegniConcreti #Buongiorno #BuenosDias #GoodMorning

Venerdì 24 novembre

Adesso vi sfido a non rimanere a bocca aperta.

Questo pezzo è stato scritto da Paul dopo che aveva sognato sua madre Mary, che aveva perso quando aveva 15 anni. Nel sogno, Mary lo confortava e gli diceva che tutto sarebbe andato bene. E’ una canzone che ha conquistato generazioni intere con la sua bellezza e il suo messaggio.

A tutte le persone in ascolto, se conoscete qualcuno in una situazione di #vulnerabilità: la vostra presenza nella vita delle persone è importante, non lasciatele sole, supportatele. A volte basta una frase come “Non preoccuparti, va tutto bene, ce la faremo” per riaccendere la speranza. A volte questa frase va unita a dei gesti di supporto: accompagnare quella persona da chi può aiutarla, in un ospedale, in un centro antiviolenza, in qualsiasi posto dove al suo grido di aiuto ci sia una risposta.

Intanto ascoltatevela tutta, poi ci vediamo domani prima al flashmob itinerante alle 15:30 e poi all’evento Rispettiamo!

Guarda l’evento >>> goo.gl/5iyHMa
#25Novembre #25N #Rispettiamo #UnaParolaPerDefinireDonna #SegniConcreti

Google e le donne. Per lavoro digito su Google “star femminili dello sport” e, come primo risultato esce questo.

#parità?

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Un caffè di inizio mattinata? Ma che giorno è oggi?! E soprattutto, domani ad Arezzo non potete mancare (goo.gl/5iyHMa). Appurato che è venerdì, vi chiedo: siete pronti? Siete pronte? Io stamani mi sono svegliata con la telefonata di una persona speciale per me, Sasha. Parlando, lei mi ha detto: “Sei tu che devi avere cura di te stessa”. Mi sono passati davanti gli ultimi anni, quelli in cui ho sentito di essermi trasformata da ragazza in giovane donna, con la bellezza di vedere un nuova immagine riflessa, di vivere i sentimenti in maniera diversa, sentire la vita più consapevolmente e intensamente. Mi è venuta in mente questa canzone. Ero a Londra, a maggio scorso. Mi trovato fuori dalla fermata di Brixton, da sola. Il viavai continuo delle persone e un ragazzo, Ashley Abigo, che cantava questa canzone. Ecco, è questo il mio messaggio di metà mattinata a tutte e tutti: “If I lose myself I lose it all”. Se perdo me stessa, me stesso, perdo tutto. Dedichiamo questi ultimi giorni ad avere cura di noi stesse, di noi stessi, e anche delle altre persone. Si dice che “cura” è una parola che definisce le donne. Ecco, io vorrei che definisse OGNUNO DI NOI per la cura che abbiamo di noi stessi e degli altri.

Giovedì 23 novembre

Ho litigato. Prima di scrivere questo post ho litigato con il mio compagno di vita, lontano ormai non so neanche quante migliaia di kilometri. Ho usato parole come “non me ne frega niente” e ho pensato di proporre una canzone che mi facesse sfogare la rabbia. E invece no. Gli ultimi 10 minuti di esplosione della rabbia non possono rovinare l’ultima ora, bellissima, che ho passato.
Ho finalmente scoperto una grande passione, quella per il canto. Sapete quelle cose che avete dentro di voi e che, ad un certo punto, vi vengono fuori così tanto da non poterle ignorare più? Ecco, alla mia lezione stasera ho cantato “Quello che le donne non dicono”, una canzone nella quale ritrovo la mia famiglia materna, dove 2 generazioni di 8 splendide donne vivono intensamente la loro esistenza. Per la prima volta, stasera, ho sentito il peso di quel “Siamo così, dolcemente complicatE”. Ho sentito il peso di questa “E” ed ho pensato che questa canzone non deve rappresentare tutte le donne, ma semplicemente tutte quelle PERSONE che si sentono così. Semplicemente. Io ora la ricanto, da sola, nel silenzio di casa mia con tutte e tutti nel cuore.

E’ giovedì e mentre bevo il té e inzuppo distratta qualche biscotto, questa canzone mi porta tanti ricordi: Madrid a 21 anni e i primi passi di salsa con Marc Anthony in sottofondo, l’estate scorsa esplorando tutta Cuba. Un divieto a viaggiare oltre il 1500 metri di altitudine, un pomeriggio di pianto. Ma quanto è dura dover accettare i propri limiti? Nonostante ciò, “Voy a reír, voy a bailar, Vivir mi vida la la la la
Voy a reír, voy a gozar, Vivir mi vida la la la la”

Sempre e solo verso il 25 novembre> goo.gl/5iyHMa
#25Novembre #25N #Rispettiamo #UnaParolaPerDefinireDonna #SegniConcreti
#25Novembre #25N #Rispettiamo #UnaParolaPerDefinireDonna #SegniConcreti

Mercoledì 22 novembre

Sarà l’effetto “si avvicina il Natale” ma tutti gli anni, in questo periodo, inizia la convulsione dei tempi. Tutto da fare, da fare bene e subito. E allora, eccoci in questo nostro angolino serale dove, con questa canzone dolce e vera, abbracciamo il nostro essere con estrema onestà e gentilezza.

Shhhhh…Buongiorno in punta di piedi.
Mentre, nel silenzio della vostra casa, mettete la moka, ancora assonnate e assonnati…parte questa canzone. Il ritmo inizia a far muovere i vostri piedi, le vostre gambe, i vostri fianchi, fino a farvi scuotere i capelli! Guardate che è un attimo: oggi qui si scatena la #RIVOLUZIONE!

Occhi e orecchie aperte!

Martedì 21 novembre

Non so se succede anche a voi di arrivare a fine serata e volere solo un po’ di silenzio, un angolino tutto vostro dove svuotare la mente e tornare ad essere umani, a sentire. Io lo trovo un momento magico, come questa canzone.

Le parole, quelle che definiscono, finiscono e feriscono. Quelle che proteggono, protestano, promuovono. Adesso facciamo un po’ di silenzio, ma domani…


Vi invitiamo a venire al Teatro Virginian Via de’ Redi 12 – Arezzo, ore 17:30 – Guarda l’evento > goo.gl/5iyHMa
#25Novembre #25N #Rispettiamo #UnaParolaPerDefinireDonna #SegniConcreti

E visto che oggi siamo in vena di balli… Ecco “Queen Bee”, Beyoncé, che presta la sua voce alla lotta di queste bambine.
Determinate, pronte, decise a chiedere una sola cosa per tutte e per tutti: #parità!

#25Novembre #25N #Rispettiamo #UnaParolaPerDefinireDonna #SegniConcreti

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Per chi è di Arezzo:
Guardate il programma per il 25 Novembre qui: https://goo.gl/5iyHMa


Lunedì 20 novembre

 

Contorniamoci delle persone
1 -Che ci fanno stare bene.
2 – Che sono al nostro fianco per supportarci.
3 – Che ci fanno ridere.
4 – Che ci amano (vedi punti 1, 2 e 3).
5 – Che non battono ciglio quando chiedi uno Swiffer, un’asse da stiro, una chitarra e un cartellone. Per fare un video improvvisato.

Vi aspettiamo tutte e tutti il 25 novembre ad Arezzo! “RISPETTIAMO. L’IMPORTANZA DELLE PAROLE E DEI GESTI”.
Guardate il programma https://goo.gl/5iyHMa
#25Novembre #25N #Rispettiamo #UnaParolaPerDefinireDonna #SegniConcreti***

#WeToogether #Niunamenos #Nonunadimeno
#Goodmorning #BuenosDias #Bonjour
On air:

Love me forever, #Elisa

Sulla base dei dati raccolti dal 2005 al 2016 in 87 Paesi del mondo, il 19% delle donne tra i 15 e i 49 anni racconta di aver subito #violenzafisica o #sessuale da un partner nei 12 mesi prima del sondaggio. Nei casi più estremi, questa violenza ha portato alla #morte. Nel 2012, almeno la metà delle donne vittime di omicidio premeditato nel mondo sono state uccise dal proprio partner o da un membro della famiglia, contro il 6% della controparte maschile.

La violenza sulle donne è ancora un fenomeno globale e dobbiamo lottare affinché questo dato venga ridotto a zero. #NonUnaDiMeno

#Milck, una ragazza americana vittima di violenza sessuale ha cantato alla Women March di Washington, il 21 gennaio 2017, la bellissima “Quiet”, in italiano “Zitta”, dove dice:

“Mettiti una maschera, stai al tuo posto, stai zitta e sorridi, non aprire le tue gambe. Potrei farlo

MA NESSUNO MI CONOSCE, NESSUNO SAPRA’ NIENTE SE NON DICO QUALCOSA, SE RIMANGO FERMA. POTREI ESSERE QUEL MOSTRO CHE LI SPAVENTA TUTTI SE GLI FACCIO SENTIRE QUELLO CHE HO DA DIRE

NON POSSO RIMANERE ZITTA, NO
NON POSSO RIMANERE ZITTA, NO
UNA RIVOLTA DI TUTTE LE DONNE

NON POSSO RIMANERE ZITTA
IN NOME DI TUTTE
NON POSSO PIU’ FARLO”

Da allora la canzone è diventata virale ed è oggi l’inno di tutte le donne vittime di violenza.
#denunciare #cambiareicomportamenti
#25Novembre #25N #Rispettiamo #UnaParolaPerDefinireDonna #SegniConcreti

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Questi dati delle Nazioni Unite hanno dato vita ai nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, gli #sdgs, che mirano a fare dei diritti umani una realtà per tutte e per tutti e a raggiungere la parità di genere per tutte le donne e le ragazze. Sono 17, integrati e indivisibili e bilanciano le 3 dimensioni dello sviluppo sostenibile: quello economico, sociale e ambientale. Gli obiettivi stimoleranno tutti i Paesi del mondo all’azione e gli obiettivi dovranno essere raggiunti per il 2030. #ZEROVIOLENZASULLEDONNE

CLAUDIA MAFFEI – #RadioConcreta – www.segniconcreti.org

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